Ho partecipato, con molto piacere, alla presentazione, presso la parrocchia di S.Antonio, del video del viaggio in Africa, dal 3 al 19 febbraio scorso, alla missione cattolica di Catiakou, nel Benin, di don Lello Marino, che io ho avuto modo di conoscere e apprezzare alla fine del secolo scorso, al tempo in cui lui reggeva la parrocchia di S. Barbara ed io amministravo, da sindaco, il comune di Caivano.
Si stabilì subito tra noi una grande intesa ed un agire comune, perché entrambi consapevoli che tutte le istituzioni devono collaborare in vista del bene comune.
Di lui apprezzavo la serietĂ , la coerenza, il rigore,
ed anche una bontĂ sostanziale e il grande amore per il prossimo, quell’amore che lo ha spinto, sin dal 2004, ai periodici viaggi nelle missioni africane. Ormai affetto dal “mal d’Africa”, come lui stesso ha confessato, non può fare a meno di portare il suo aiuto concreto in una terra, che ha subito, nel corso dei secoli, tante angherie.
Il Benin, in cui si trova la missione di Catiakou, è una regione dell’Africa centro- occidentale, colonizzata dalla Francia e inglobata nel territorio francese nel 1894 col nome di Dahomay e poi divenuta completamente autonoma nel 1960, acquistando nel 1972 il nome di Benin. Nonostante la completa autonomia, questa regione porta ancora i segni di antiche violenze, come lo schiavismo, testimoniato dal villaggio di Gauviel, una delle tappe del viaggio di don Lello, costruito su palafitte per sfuggire ai mercanti di schiavi e di nuove sopraffazioni, come l’attuale imposizione di tariffe a vantaggio dello stato francese.
Sin da piccola conoscevo bene l’esistenza di numerose missioni che operavano in Africa, cui la chiesa cattolica destinava le offerte in danaro, generosamente raccolte da noi della gioventĂą femminile di azione cattolica, ma la presentazione dell’emozionante video ha colorato tutto di una luce nuova e piĂą bella, ed ha ampiamente documentato e fotografato i mali di un popolo: l’estrema povertĂ , la notevole difficoltĂ di accesso all’acqua, per il cui approvvigionamento le donne, su cui grava il peso maggiore del lavoro, devono percorrere diversi chilometri. Commoventi le tante fotografie di don Lello, che, raggiante, sorregge tra le braccia i bimbi africani; bella e colorata la descrizione di una natura incontaminata con i suoi baobab giganteschi, delle abitazioni, della scuola, dell’ospedale, in cui proprio la notte dell’arrivo è nato un bimbo, con la sua rudimentale incubatrice, dell’ “ambulatorio del dentista”, dell’orfanotrofio per sordomuti, della scuola alberghiera ed infine della diocesi con la foto del vescovo e della chiesa in cui si celebra una funzione religiosa al suono dei caratteristici tamburi.
Mi ha colpito molto anche la richiesta di un luogo di preghiera, avanzata dal capo villaggio di Pertingou, che ha individuato anche il posto per realizzarlo.
Al termine ho sentito fortemente l’esigenza di divulgare questo video emozionante e coinvolgente, perchĂ© suscita sentimenti veri di comprensione, amore, solidarietĂ .
L’azione continua e preziosa di missionari, suore, volontari, medici, infermieri ed i viaggi di don Lello sono segni tangibili non solo di sostegno e di amicizia, ma di autentica caritĂ verso uomini bisognosi di tutto e donne, per le quali anche un modesto pezzo di sapone rappresenta un dono inestimabile.





















