2 NOVEMBRE
Commemorazione dei defunti
Ho trovato notevole riscontro, a distanza di più di 2000 anni, tra l’omelia del parroco don Vincenzo Marino, in occasione della messa del 2 novembre in commemorazione dei defunti e una frase di Cicerone, tratta dalla nona Filippica ( orazione di Cicerone contro Marco Antonio).
Don Vincenzo, nel parlare del culto dei morti, la cui memoria si tramanda da padre in figlio, ha evidenziato che, attraverso l’alternarsi di varie generazioni nei secoli, si celebrano e si ricordano le virtù degli avi come la laboriosità, l’onestà, il senso del dovere, la giustizia, che sono valori universali ed eterni.
Cicerone,a sua volta,più di 2000 anni fa,nel celebrare con parole,tra le più commoventi della letteratura latina, il valore di Sulpicio Rufo,morto per la patria nel supremo adempimento del suo dovere cosi afferma:” VITA ENIM MORTUORUM IN MEMORIA EST POSITA VIVORUM” ( La vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi).
Questa frase svela come la memoria tiene in vita le persone che amiamo e rende eterna l’esistenza di coloro a cui abbiamo voluto bene.
Pertanto ogni atto di memoria, i fiori, le luci, le lapidi non rendono solo onore ai morti, ma rappresentano una forma di amore che resiste al tempo, perché la vera morte non è il decesso fisico, ma l’oblio.
La storia romana ci tramanda che la pena più grave comminata dal senato ai traditori e agli hostes(nemici di guerra) era la “damnatio memoriae”, la condanna all’oblio.
Cicerone per Sulpicio Rufo, che spese una vita intera al servizio della repubblica, chiede l’omaggio di una statua e di un sepolcro; coloro che oggi si recano al cimitero stanno compiendo lo stesso atto pubblico: ci vanno non per piangere sulla perdita, ma per dire al mondo: “quest’uomo era un lavoratore instancabile, un uomo giusto, un amministratore onesto; questa era la donna più gentile, più saggia, più laboriosa che io abbia conosciuto. La loro è stata una vita degna di essere vissuta, ed io sono qui per celebrarla non per piangerla”.
È UN GESTO QUESTO CHE TRASFORMA IL LUTTO IN GRATITUDINE.



